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Commentus
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I
commenti dei lettori, le loro critiche, i complimenti a volte
eccessivi, ma soprattutto le loro considerazioni, le loro
poesie, i loro racconti, i loro pensieri.
Ogni numero di Pensamentus ha provocato delle reazioni e molte
di queste reazioni sono entrate a far parte dei numeri successivi,
arricchendoli. In questa pagina si può trovare una
raccolta dei Commentus, divisi per argomenti o per affinità
o per contrasti. Potete arricchire ulteriormente questa pagina
e i prossimi numeri di Pensamentus, inviando i vostri commentus.
Non preoccupatevi: Pensamentus accoglie anche le critiche,
specialmente se costruttive!
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Mi
trovo "sottosopra" in terra Australiana, a Melbourne.
Ci sono, anche quaggiù alcune certezze: il nord è a nord e
tutti gli altri punti cardinali sono al loro posto, il sole
sorge ad est e tramonta ad ovest. La tranquillità dei ritmi
aiuta a pensare meglio e meno inquietante è il rapporto delle
persone con il mondo. Certo non si può dimenticare che qualche
secolo fa anche in questa terra meravigliosa è avvenuta una
colonizzazione abbastanza brutale. Una storia comune a molti
luoghi nel mondo. Viene da pensare a quella bella poesia di
Kavafis "Itaca" dove il senso del viaggio (e della vita) è
nei profumi e nei colori e nei sapori che incontriamo nelle
terre nuove, elementi che dobbiamo imparare ad apprezzare
perché saranno i soli che porteremo con noi, quando giunti
ad Itaca troveremo soltanto croci. E tutto quello che la voglia
di ritorno ci ha dato è il viaggio. Con i suoi profumi ed
i suoi colori. Ciao.
Massimo
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Questo
viaggio senza spazio e senza tempo mi ha avvicinato col
pensiero agli amici/fratelli che ho conosciuto e amato nei
miei viaggi e nella mia vita e che hanno lasciato molti pensamentus
e sentimentus che continuano a germogliare in me. Persino
a quelli che si dice non siano più qui ma che sento vibrare
in me e in tutte le cose belle che mi circondano... ed anche
quelli che verranno e che sento già muoversi dentro di me...
un abbraccio cosmico a tutti i nipoti del 2000 ed a coloro
che coltivano pensamentus con fede... grazie!
Luisa (12.01.04)
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Hola!
Sono appena rientrato da un mese di intenso lavoro teatrale
in Indonesia (vero nome, non imposto dall'Europa: Nusantara).
Dopo 42 anni di regime militare (sino al 1998) oggi il lavoro
che costringe la maggior parte di quei duecentodiecimilioni
di abitanti a spingere tutto il giorno una carretta di frittelle
rancide per cercare di vendere le stesse cose che tutti gli
altri vendono - mentre i bimbi lavorano di nascosto per fabbricar
palloni da calcio e magliette per le aziende angloamericane
- conferma ancora una volta che le nostre democrazie non corrispondono
a nessuno dei presupposti su cui affermano di basarsi, sia
da destra che da sinistra.Le nostre democrazie non sono altro
che un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politico-economiche
criminali che schiacciano e asserviscono l'individuo, già
frustrato e reso anonimo dal micidiale meccanismo produttivo
di cui la "democrazia" stessa è diventata solo l'involucro
legittimante. Infatti, mentre la maggior parte dei poveri
asiatici cercano faticosamente di conquistarsi da noi una
fettina di salario occidentale, i pronipoti dei "conquistadores"
vanno ancora oggi a stabilirsi in questi splendidi luoghi
del sud-est asiatico per veder finalmente fruttare la loro
miserabile pensione europea... Dove vogliamo esportare i nostri
taroccati modelli di democrazia? Hasta luego.
Massimo (27/05/04)
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Quello
che ci trasmette questa bellissima terra che è l'Africa
e in maniera particolare il SENEGAL, i suoi colori, le sue
musiche,la sua natura,l'immensità dei suoi paesaggi,la tranquillità
e la naturalezza sono cose che molto spesso sono lontane da
quello che è il nostro vivere frenetico quotidiano. E' un
mondo fantastico,profondamente spirituale. Vorrei imparare
a sentire il respiro dei baobab e a percepire l'infinità del
tempo, visto che da quello che mi raccontano,in Africa il
tempo sembra non trascorrere mai e annullarsi nell'immensità
della bellezza di questa terra.
Manuela (28/05/03)
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Grande
poeta senghor e grande paese il senegal ,ricordo il giorno,
avevo allora la libreria a quartu, in cui entrò un giovane
che chiese se poteva guardare i libri.....restò a lungo, ne
sfogliò parecchi quasi ne accarezzava le pagine non ne ricordo
il nome, mi disse di essersi diplomato in senegal e di aver
fatto l'università in francia, era venuto in italia perchè
la preferiva ma doveva andar via perchè qui a parte il commercio
ambulante non aveva alcuna possibilità...mi disse che aveva
alcune possibilità di lavoro in francia, ma che gli sarebbe
piaciuto tornare in Italia, in Sardegna mi chiese se, qualora
fosse riuscito a tornare, avrebbe potuto lavorare in libreria.
Certo fu la mia risposta. Non l'ho più visto e talvolta penso
che potrebbe essere tornato e non aver più trovato la libreria
in quella strada di Quartu. saluti
Nicola (09/05/03)
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Hola
a tutti gli amici vicini e lontani, mi chiamo Andrea MUSCAS
e sto volando con i piedi piantati al suolo, lungo le culture
del mondo alla scoperta dell'unione Antropologica Cosmica.
Gli amici di Pensamentus mi comunicano con le loro splendide
storie, la realta che non ho modo di vedere in questo viaggiare,
ma le comparazioni di vita sono sempre più verso l'unione
dei popoli, seppur di differente cultura. Tutte le culture
che ho incontratto parlano de "l'alba del Di a Venire", come
un evento vicino ai cuori per l'unione dell'anima al corpo;
nella India si parla del ritorno dell'"Assoluto o Brahama",
nella cultura Kahuna delle Isole Fiji si parla del ritorno
"Kalou", in Mexico si parla del ritorno di Hunab-ku, in Perù
si parla del ritorno dell'"Inka", ad altri ancora...; tutto
ciò si manifesterà nell'anno 2012. In questi giorni ho avuto
modo di partecipare all'Inti Raymi, il saluto al sole presso
l'ombelico del mondo a Cusco; devo dire che ne sono successe
di graziose e carine, con più di 30.000 persone in connessione
Cosmica per richiamare la venuta di colui che porterà la luce
eterna nei cuori delle genti; non stò a citare le manifestazioni
degli elementi Cosmici, mi limito a ringraziare il Cosmo per
i regali che mi arrivano dall'alto della galassia e, vi invito
a dare un occhio alla mia pagina Web. www.andreamuscas.it
, nel Link "News" ci sono dei messaggi e delle foto che, fanno
parte dell'invisibile, lentamente e sempre più visibile, in
questi anni di risveglio spirituale per influenze planetarie,
inevitabilmente saranno sempre più vive in noi. A presto
Andrea
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| Caro
Pensamentus leggo e rileggo le belle parole e le belle immagini
del vostro sito e mi chiedo: è mai possibile inventare parole
ed immagini nuove che esprimano al tempo stesso la grande velocità
della comunicazione e la solitudine antica dell'uomo e della
donna? Che raccontino i sentimenti che da sempre accompagnano
il nostro cammino nella specificità del nostro tempo? E' possibile,
mi chiedo, esprimere l'amore e la violenza che caratterizzano
il nostro presente, uguale e diverso a/da tutti gli altri? Non
c'è risposta, ma sperimentazione, ricerca continua, disperazione,
camminare sul filo e non guardare sotto, ma avanti, oltre il
punto del possibile arrivo. L'interazione della parola, dell'immagine
e del suono sono già un tentativo che esprime la modernità,
accanto alla quantità dei mezzi si rappresenta una qualità,
cioè la somma dei mezzi. Da sempre l'uomo cammina sul filo,
ma è un uomo particolare, senza dio, senza sicurezze. Nessun
mezzo o sommatoria di essi potrà mai fornire un terreno su cui
poggiare i piedi; casomai questo possibile nuovo modo di comunicare
dovrà essere un magma dal quale fuggire dopo averlo eruttato,
gettato fuori con violenza. Ciao a presto. Massimo Angeletti
(11.01.04) |
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Cari
amici di Pensamentus, volevo proporvi un segnalamentus.
Poichè sono sicura che niente accade per caso, credo che un
filo più o meno sottile leghi i lettori di Pensamentus. E
allora.....perchè non proporre ai lettori che ne hanno voglia
di inviare una scheda di presentazione, dove ognuno di noi
si racconta,si sfoga,lascia la sua e-mail, segnala i pochi
eventi o posti a Cagliari e dintorni degni di nota o semplicemente
contribuisce a fare di Pensamentus l'Agorà virtuale. Al salam
lukum.
Cinzia (25.07.03)
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Certe
volte mi sento davvero dentro una specie di Matrix dove
esiste solo la manipolazione ed il commercio degli uomini
e delle loro vite. (...più diventa tutto inutile e più credi
che sia vero ed il giorno della fine non ti servirà l'inglese.
Dalle biciclette verso casa, la pace ritornò, ma il RE del
mondo ci tiene prigioniero il cuore... - Battiato).
Nando (21.07.03)
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Mi
fa piacere ricevere la vostra email, ma non so come "essere
attivo", come voi chiedete. nel senso che credo che dovremo
tutti essere attivi un pò di più e nelle nostre piccole cose
di tutti i giorni, anche nella nostra giungla italiana, per
poter evitare di generare mostri berlusconiani o bushiani.
iospesso sono in giro per progetti di cooperazione in paesi
sofferenti e di cose tristi ne ho viste, bambini di strada
uccisi alla tempia dalla polizia. adesso sono in filippine
in area mussulmana ad aiutare le popolazioni povere con un
progetto di sviluppo. vedremo. sicuramente apprezzo il vostro
impegno, e proverò a farvi conoscere dai miei amici. ciao
a voi Pietro (27.01.03) Strano. Avrei giurato che la mia emotività
mi avrebbe spinto a pensare: Dio quanto sono poveri! Invece
no. Penso a quanto siamo poveri noi. Tremendamente poveri
di sostanza, di animo, di fratellanza, di senso dell'Uno.Potranno
i nostri beni salvarci dalla nostra povertà?
Cin (17/01/03)
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Scorro
sempre con molto piacere Pensamentus, lo leggo quando
ci riesco, ma l'archivio con cura, anche l'ultima serie, Una
vita in viaggio (forse per la mia segreta vocazione al vagabondaggio,
purtroppo disattesa). Ma nel numero 10, del 18 dicembre, non
mi è piaciuto il frettoloso accenno a quella che viene chiamata
"l'immigrazione degli ebrei in Palestina". A parte il poco
felice ed incongruo accostamento col colonialismo, e con lo
sfruttamento della popolazione locale considerata inferiore,
non mi sembra corretto liquidare così una questione delicata,
complessa e dolorosa come quella del Medio Oriente. Credo
che la mia fede nei diritti umani, la mia ripugnanza per qualsiasi
violenza e sopraffazione dell'uomo sull'uomo siano al di sopra
di ogni sospetto, e la mia contiguità con la cultura e la
comunità ebraica non mi impedisce di dissentire dall'attuale
politica del governo israeliano (opinione peraltro condivisa
da una non insignificante minoranza di israeliani). Ma quell'affermazione
mi sembra alquanto superficiale, manichea ed anche fuorviante,
e non credo possa offrire alcun contributo alla comprensione
dei fatti, ma semmai indurre un antisemitismo (che poi vuol
dire razzismo), che è un virus la cui latenza si sta preoccupantemente
risvegliando. E questo ci riguarda tutti, neri, gialli o bianchi
che siamo, perché mina alla base quei valori di civiltà nei
quali tu ed io crediamo e siamo impegnati. Se vuoi, a livello
personale, il confronto su questo tema può continuare, visto
che non ho alcun motivo di dubitare della tua onestà intellettuale,
e confido che la cosa si reciproca.
Un abbraccio, e forse a presto.
Claudio
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SCRIVO
IL MIO PENSAMENTUS SUL SENEGAL E PENSUS A COME AVREI POTUTO
SRIVERLO SE UNA MANCIATA DI MILIONI DI ANNI FA UN SIMPATICO
PRIMATE CHE VIVEVA NELLA VICINA AFRICA NON AVESSE DECISO DI
CAMBIARE STILE DI VITA(COME USARE GLI ARTI INFERIORI PER CAMMINARE
E QUELLI SUPERIORI PER TAMBURELLARE!!!!). PENSUS A CHE SARDO
SARDO SAREI SE NON MI SCORRESSE NELLE VENE UN P? DI SANGUE
MORO (QUELLO CHE MI FA DANZARE,QUELLO CHE MI FA IMMAGINARE
UN MONDO SENZA INGIUSTIZIE,SENZA SOFFERENZE,SENZA DIVERSIT?,SENZA
GUERRE OGNI VOLTA CHE SENTE UN RITMO DI CASA SUA). PENSUS
A COME SIAMO INCIVILI NELLA NOSTRA PRESUNTA CIVILTA ,QUELLA
CIVILTA CHE VIOLENTEMENTE E BARBAMENTE CERCHIAMO DI ESPORTARE
NEI PAESI CHE,COME IL SENEGAL,IN FATTO DI CIVILTA AVREBBERO
DA INSEGNARCI. PENSUS AL NOSTRO PAESE CHE CON UN'IPOCRISIA
SECONDA A NESSUNO DICHIARA DI ESSERE UN PAESE CHE RIESCE AD
INTEGRARE PERFETTAMENTE GLI IMMAGRATI E CHE INVECE NON RICONOSCE
LORO ALCUN DIRITTO,SALVO RARE ECCEZIONI. MA FORSE HO STRESSATUS
GI? TROPPO CON I MIEI PENSAMENTUS VI RINGRAZIO DI AVERMI INSERITO
NELLA VOSTRA MAILING-LIST CIAO A TUTTI
LUIGI (15/05/03)
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giornata
di lotta
Perché
solo l'8 marzo e non tutti gli altri giorni dell'anno?
Lotta contro la discriminazione, gli stupri, le mutilazioni,
lo sfruttamento....ma non va dimenticata anche la lotta contro
una certa mentalità che, pur senza affermarlo in modo esplicito,
continua a considerare la donna come la costola d'Adamo. La
stessa mentalità che porta una mezza tacca qualunque a dire:
"Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non
una donna". La battuta (è il caso di dubitarne?) è di Silvio
Berlusconi che legge troppo e, probabilmente, si è affidato
al Grande Dizionario della Lingua Italiana curato da S. Battaglia,
in cui troviamo: Uomo: essere umano, dotato in particolare
delle capacità di sviluppare il pensiero logico e il linguaggio
articolato e delle facoltà di discernimento morale Individuo
dotato di coscienza, capace di rappresentare a se stesso il
mondo esterno e di agire responsabilmente. Donna: La femmina
dell'uomo (ed esprime anche la natura stessa della femminilità,
le caratteristiche tipicamente femminili, opposte a quelle
specificamente maschili). Per similitudine - Uomo dal carattere
debole, instabile o dal comportamento effeminato. Non pensate
che sia il caso di lottare anche contro i dizionari?
Adriana (4/4/03)
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| la
lucidità, la distanza, la terra, lo sguardo, il limite.......
....ma cosa rende comuni questi concetti ? credo solo la coscienza
e se si è fortunati..... la condivisione! un saluto e grazie
per l'induzione al pensamento! valter (1/2/03) osservando troppo
da lontano si perdono i dettagli osservando troppo da vicino
si perdono i particolari lucidità è sufficiente distanza? valter
(31/01/03) |
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Ai
vecchi, agli adulti, ai bambini,
mancano le carezze!
I Vecchi, sorpresi quando li accarezzi,
ti regalano un sorriso di stupore!
Gli alimenti la vita.
Gli Adulti, non più abituati, razionalizzano il gesto,
chissà? ..Perchè?..Mhh!..
ti regalano un sorriso timidone!
Gli risvegli la fiducia.
Per i Bambini, sono sempre poche,
accompagnale con grande amore,
ti regalano energìa,
Ti ridetermini la vita!
Ignazio Chessa (13.01.04)
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La
fagianella
Nella tiepida sera di maggio
quando la luce scolora,
si stagliano i germogli
sul pallido cielo di Lombardia.
I verdi spiccano sull’indaco
che sfuma al grigio
ed il profilo scuro del bosco
sottolinea il confine tra terra e cielo.
Procedo piano rispettando
la calma serena dei campi;
mi godo la solitudine
e la pace sembra una carezza.
Il nastro d’asfalto si srotola
fra dossi che accennano
a diventar colline e incastonano
brandelli di bosco di rovi e robinie.
Ascolto il respiro del luogo:
pausa all’affanno e al traffico,
appena più in qua dell’autostrada
che nascosta sembra lontana.
Ed eccola ancora la fagianella!
La stessa da giorni.
Apre un poco le ali, ingobbisce prudente
e attraversa la strada.
Come ieri la stessa emozione
a incontrare il suo occhio: uno solo.
Lei mi fissa torva,
poi spicca il suo breve volo.
L’assimetria dello sguardo
mi rimpicciolisce.
La mano si alza e segue la scia.
-Potessi volare via con te, essere come te!
Icona d’un mondo perduto,
forte e fragile insieme.
Caparbia femmina
che covi la vita.
Come te sono un piccolo frammento,
lanciato nell’immenso.
Come te sono solo
passeggera del mondo.
Pinuccia Bonora
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NOSTALGIA
Lontana dal mio paese
lontano il mio paese da me
la distanza è dolore
Io conosco il dolore
ma non posso dirlo con parole
le parole non vivono
come l'albero di mille anni
che ho lasciato
le parole non scorrono
come scorre e pulsa nelle vene del mondo
il fiume che ho lasciato le parole non saltano leggere
come la gazzella sui monti che ho lasciato
le aprole non profumano
come i fiori più belli del mondo i fiori che ho lasciato
le parole non possono descrivere
il paradiso che ho perduto
solo chi ha molto amore può amare
solo chi ha molta nostalgia puo sognare
solo chi ama e sogna libertà può entrare
conoscere il mio paradiso
saltare come una gazzella libera sui miei monti
bagnarsi come pesce libero
nei miei fiumi
volare come falco libero
sui miei villaggi
sventolare come bandiera di libertà nel mio mattino
cantare come il bilur ai fouchi del Newroz
anche tu, anche lui, lei, loro, tutti
possono entrare nel mio paradiso
se sanno far scorrere libertà e amore
nelle loro vene, nelle vene del mondo
Hevi
Roma, Newroz 1998
Hevi Dilara è una profuga
kurda impegnata nella resistenza.
Ciao
Antonello
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Giocando
giocando col segno Ingenuo e malizioso
il segno.T
i prende e non sai più se è lui che si fa o se sei tu che
fai lui.
Apri e chiudi linee, delimiti piccole superfici, le tieni
disgiunte poi decidi di unirle, fai nascere un groviglio o
un insieme che chiede ancora di essere completato, finito.
Non smetteresti mai.
La piccola opera ti piace, ti convince e continui: si dà forma
da sé; tu non l'hai progettata, lei si compie.
L'assecondi.
Se ti sembra banale l'aggiusti, se intravedi una forma le
dai subito vita, tozza o stilizzata che sia.
Tu non sai che cosa è quella linea che scende o che sale,
che si intreccia con l'altra, che arriva più su, che sinuosamente
si attorciglia su fili già tesi e pronti ad accoglierla.
Se la forma ti piace, insisti, la ingrandisci, se no, la lasci
e la prendi più in là. La correggi, la trasformi, la stravolgi
e poi ricominci insinuandoti, tu sei lì e quando la stai definendo
cambi strada, ti spaventi e tralasci.
Ma lei parla, lei è lì.
Ci rivai , dai una nuova virata e l'allunghi, l'allarghi,
l'abbellisci.
Ci inserisci un figuro, un alato, un unghiato animale e poi
un uomo; una donna, un bambino, una torre, un paesaggio.
E ritorni a riprendere il segno, lo devìi, gli dai un'altra
facciata. Lui ti guida. Se ti sembra banale lo camuffi, lo
nascondi.
E le gambe diventano pali, e grotte le bocche, e gli spazi
li allarghi o riduci. Le figure si incastrano in totem, le
rocce diventano visi, le strade capelli. Se l'umore ti assiste,
ti diverti a giocare senza più dimensioni.
Chiara (04/02/04)
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non
essendo bravo a pensare
mi dirigo dritto
verso un pensiero alieno
ma quando mi guardo intorno
non hanno un soldato in più
non sono bravo a pensare come loro
ma sono un uomo
e a volte vorrei anch'io
pensare.
Lampa
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COMPLIMENTI
Belessimo viagio!
Pecato che tutto prima o poi si conclude, mi ero orramai abituato
ad apprire il computer ogni tanto per farmi un viagetto nella
storia piena di storie di una storia visutta... Grazie per
le belle storie e speriamo che ce ne siano delle altre, cosiche
la gente pigra come me possa riscaldarsi ogni tanto davanti
ai sogni... baci
Peter (13.01.04)
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Un
ringratiamentus a tutti, continuate per favore...finalmente
qualcosa che tocca il sentimentus e il vero valorus (scusate
la libertas) di questa nostra vita che per molti sta diventando
solo il covincimentus che non finirà mai in quanto si deve
arrivare a tutti i costi...........
Elisa (07.08.03)
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Innanzitutto
un ringraziamento
per avere inserito il nostro sito tra i vostri "Links"....e
quindi un meravigliato complimento per il vostro. E' bello,
funzionale, facilmente esplorabile, equilibrato, ben costruito,
elegante, originale, shardana, nuragico, atlantideo, matriarcale,
bronzeo, denso, stringato, spiritoso, profondo, eponimo, epitetico,
nomotetico, peptogeno, diatermico, steatopigo, remeabile....:-).....
Un caro saluto
Pixim Leonardo Maria Lucky Tompson(19/10/03)
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Amici
cari,
vi auguro grande gioia e serenità e salute e allegria e felicità
e successo e autostima e amore e rispetto per voi stessi,
per tutti, per la natura; e solidarietà e pace e assenza di
conflitti e tempo da dedicare alle cose che vi piace fare
e sparizione di qualunque forma di ipocrisia, di odio, di
rancore, di gelosia e avere tanta energia per potersi dedicare
agli altri e sincerità e coraggio e bagni belli al mare e
passeggiate belle in montagna e che impariate ad usare tutto
quello che volete: guidare l'aereo, usare il computer, nuotare,
suonare la chitarra oppure qualunque strumento a scelta, oppure
tutti gli strumenti, che diventiate dei bravi cuochi, fotografi
bravissimi, registi bravissimi, attori bravissimi, scrittori
bravissimi, che possiate viaggiare in tutto il mondo, conoscere
gente, amare, sposarvi, fidanzarvi, essere continuamente accarezzati/e,
che possiate comprarvi una casa bellissima dove potete ospitare,
fare feste, cenoni di capodanno e feste di laurea, che vi
possiate laureare e godere di tutte le letture che fate, di
vedere bei film, mangiare buonissime pietanze, essere cosparsi
di miele e farvi mangiare dalla persona amata, insomma VI
AUGURO TUTTO IL BENE DEL MONDO PER I PROSSIMI 1000 anni, dopodiché
vi manderò un'altra e.mail.
Ignazio (12/01/04)
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Grazie!
bravi!
La leggerezza e l'ironia
profuse nelle immagini e nelle parole sono merce rara come
l'impegno e la speranza di cambiare qualcosa in un mondo che
ha perso il significato delle parole... Ma... UTOPIA è una
cosa brutta o una cosa bella?... Non sappiamo più checosa
vuol dire Pace e la confondiamo con la guerra ( ma si muore
dipiù in pace o in guerra?) , potete pensare se possiamo capire
parole come "il valore dell'utopia".. boh... Spero che qualcuno
le capisca, però! Avrò anch'io il vizio dell'utopia?! Sarà
come la droga, darà dipendenza? Mah... Ciao Cricrì ....sono
un abitante del "mitico nord est", non sono fiera di esserlo,
e credo solo da un popolo nerviglioso come il popolo sardo
poteva nascere una rivista così. L'ho diffusa e regalata,
ma solo a chi ritenevo la meritasse, perchè dotato di quell'organo,
il cervello, che ormai in molti individui della specie si
è atrofizzato....
Dunque ancora grazie e continuate a farci...pensare!!!!!!!!!!!!!!
Anna (31/12/03)
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Salute
carissimi! Complimenti per il progetto Pensamentus
perché è poetico e contribuisce a tenere viva una coscienza
critica civile e politica, e soprattutto perché viene a colmare
in parte quel vuoto lasciato dai nostri ex-intellettuali sardi
tutti solamente impegnati nel tempo ad occupare piccoli posticini
di potere esattamente come coloro che prima fingevano di criticare.
Essi occupano oggi il loro tempo a farsi delle guerricciole
di quartiere (e di potere), mentre voi dedicate il vostro
tempo libero a far viaggiare la mente e il cuore sugli altri
binari della Vita.
Grazie di esistere. Buon Tutto.
Massimo (29/03/04)
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vi
sono infinitamente grata
poichè mi regalate dei momenti di pensamentus intenso ogni
qual volta ricevo il vostro pensamentus. il primo servizio
sul senegal lo trovo affascinante, mi fa sentire una cittadina
del mondo
grazie ancora e buon lavoro a tutti voi
Daniela(15/05/03)
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Quello
che fate mi piace, e molto:
i versi, le citazioni, le notizie, i problemi, le immagini,
le musiche, l'impostazione grafica....siete bravi. Meritate
altri spazi e altra visibilità, ma è difficile che questo
vi venga concesso da parte di chi fa di tutto per oscurare
le coscienze. In questa ridda di bombardamenti mediatici,
di talk show, di notizie seguite da smentite, di informazioni
che producono angoscia ma non verità, la vostra è una voce
libera e pulita, che riesce anche a far sorridere nell'orrore
della tragedia. Siete una vera "bomba intelligente". Siete
anche la dimostrazione che con i collegamenti in rete è possibile
aggirare la TV, che poi è un vedere con gli occhi degli altri,
e in particolare questa TV in edizione bellica, fatta di colpi
di scena per una grande sceneggiatura.
A presto
Adriana(29/03/03)
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fino
a quando l'uomo non imparerà a porre un tetto ai propri desideri
ci saranno sempre sopraffazioni e guerre e quanto altro ci
possa avvicinare più agli animali che agli umani.
Luigi (08/02/03)
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La
pace nasce dall'amore, dal senso di unità,
la rabbia ci rende duali come chi non ci piace. In tutto il
percorso di Ricami di iuta, negli sguardi della gente non
ho visto rabbia ne rassegnazione ma serena attesa, fiducia
anche amore. Per favore non usate "rabbia", non usate "odio",
sono fra i peggiori consiglieri dell'ego. Sono portatori di
guerra luigi Siamo bersaglio continuo di frecce contenenti
riflessioni ed immagini di e sulla guerra. Gli anni passano:
Roosvelt, Ferré, Rodari e altri, dissero, rifletterono, e
noi siamo in guerra. Mi sento responsabile. I piccoli gesti
di pace che non ho fatto nella mia vita, non si sono potuti
tradurre in gesti di pace all'esterno, insieme a tutti quelli
che non sono stati fatti da tutti gli altri abitanti della
terra. Sono però sicura che tutti quei gesti di pace che ho
fatto sono quelli che, insieme a quelli di tutti gli altri
abitanti della terra, hanno prodotto questo enorme numero
di persone che desiderano e sperano di vedere una pace.
Francesca
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La
pace inizia dal di dentro, da ogni piccolo gesto, intenzione,
pensiero. Io ho pianto quando ho saputo ed ho visto cadere
le bombe. La guerra, qualunque essa sia, porta solo morte,
sia fisica che mentale; e porta il terrore paralizzante. Porta
morti e mutilati e vedove e orfani: porta paura ed altra rabbia.
Ricostruiranno le case, ma la serenità dei bimbi? Ci fanno
assistere ad una guerra di plastica, fatta di TV, di dibattiti
"intelligenti", di "la guerra è una cosa sporca ma qualcuno
la deve pur fare"; non ci dicono degli interessi petroliferi
o del mercato delle armi.
L'odio è un grande business.
Nando
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DEO
PENZU…
ANZISI SU CRABEDDU NON CHEI PRUS PENZAI CA ES STRACCU
DE TOTTU CUSTU, E ISSA’ MI TOCCADA A CUMBATTI CUN SA MAU CHI
CHEIDI STUDAI S’ARRADIU, AZZAPIAI SU GIORNALLI, STUDAI SU
COMPUTER. BONO A ISCRITTU CA ESISTIDI “TV REALITY” CHI SI
CHI PAPPADA S’ARRANEGU E SU DAORI, A TOTTU CUSTU ESTI S’UNICA
GHERRA CHI TOCCADA A FAI.
CUN SALUDUSU DE PAGHI
ANTOI TOA
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"Il
sonno della ragione genera mostri". Il contagio si sta
diffondendo e i mostri, con il loro codazzo di cloni servili,
si esibiscono senza pudore, cercando di mascherare la loro
oscenità dietro il sorriso smagliante e il make-up per le
riprese televisive. Ma osservate i loro occhi: hanno lo sguardo
vuoto e gelido degli squali. Si ammantano di sacralità, sperando
di moltiplicare con il ricorso all'astratto il sonno della
ragione e parlano di Dio, come hanno sempre fatto i capi che,
per far accettare disegni inconfessabili, scelgono il profumo
d'incenso. E il conflitto tra gli uomini diventa conflitto
tra il Bene e il Male, e chi contrasta o ostacola i loro interessi
diventa il Maligno. Possibile che pensino che si possa ancora
cadere nella trappola? "Dio" fatto sventolare come una bandiera
sui campi di battaglia. "Dio" che si sceglie i suoi alleati,
che ha strane opinioni e vuole strane cose. Lo stesso "Dio"
invocato a proteggere i campi di sterminio, i funghi atomici,
le bombe al napalm, i gas nervini. Il "Dio" dell'ordine ristabilito.
"La guerra la si fa più facilmente quando si ha Dio come alleato"
(Francisco Franco, 1971) Dal sonno della ragione i mostri
son passati al coma profondo. O forse attraversano una fase
di dubbio filosofico e incominciano a pensare che se la parola
Dio è una sola la realtà è più variegata, perché il Dio di
Saddam non può essere lo stesso Dio di Bush, o delle crociate,
di Bouvines, di Guernica, di Auschwitz, di Hiroshima...Forse
esistono molti dei ed è vero che "I mortali credono che gli
dèi...abbiano abito linguaggio e aspetto come il loro. Ma
se i buoi [e i cavalli] e i leoni avessero mani e potessero
con le loro mani disegnare e fare ciò appunto che gli uomini
fanno, i cavalli disegnerebbero figure di dèi simili ai cavalli
e i buoi simili ai buoi..." (Senofane di Colofone, VI-V sec.
a.C.)
Adriana(14.04.03)
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Cara
Adriana l'orrore piu grande dell'umanita e stata quella di
schierare Dio nei cambi di battaglia. Ma invece di prendertela
con i vari criminali della storia e utilizzando le barbarie
sotto il nome di Dio ironizzare su dio perche non chiedi alla
tua ragione una semplice domanda: "Ma Dio è stato interpellato?".
Ti rispondo con una confessione del povero italiano ebreo
che e stato salvato da un sacerdote polacco ad Auschwitz dal
nome a te forse non tanto conosciuto Kolbe. "Stavano impiccando
alcuni ebrei nel piazzale per dare un esempio a tutti quelli
del campo che erano stati costretti a guardare quel tremendo
spettacolo. Un uomo si girò verso il piccolo Kolbe che era
li che pregava e gli disse: "Dov'è il tuo Dio prete" E lui
gli rispose: " E' li che muore con loro" Cara la mia Adriana
come vedi un Dio che non va in battaglia ma che sta con gli
ultimi e stavolta e lui che lo ha deciso. Condannare le barbarie
e analizzare le atrocita umane e doveroso e fa pensiero e
civiltà, ma usarle per combattere le proprie battaglie contro
Dio che nessuno ha interpellato è molto triste. Perdonami
io sto con Padre Kolbe che dopo un paio di giorni donera la
sua vita per salvare quella di un altro che quella del pur
pensante
Senofane Orazi (29-12-03)
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Caro
Orazi, leggendo il tuo commento sotto il titolo "Dio non è
stato invitato", mi sono resa conto che evidentemente
ci sono argomenti troppo profondi per poter essere affidati
a una lettura distratta e superficiale. Come hai potuto pensare
che io abbia voluto ironizzare su Dio e che abbia usato la
barbarie e le atrocità umane - come tu dici- per combattere
contro Dio? Il mio messaggio del 14 aprile 2003 , Dio e la
guerra "giusta"(fra virgolette!), era diretto contro la guerra
e contro chi usa il nome di Dio per far accettare disegni
inconfessabili. Il discorso era chiaro, senza arzigigoli,
anche se condotto in chiave ironica. C'era anche un passo,
che è stato tagliato dalla Redazione per comprensibili motivi
di spazio, in cui citavo le parole pronunciate da Padre Borgomeo
dalla radio del Vaticano: "I responsabili della decisione
di scatenare la guerra evitino di attribuirsi una missione
salvifica e non pretendano di agire in nostro nome o in nome
dei valori occidentali. E soprattutto non in nome di Dio".
Chissà perché mi attribuisci cose che non penso e che non
ho mai detto, e pensi invece che non abbia mai sentito parlare
di Padre Kolbe. E perché diffidi del pensatore Senofane? Senza
rancore
Adriana (01.01.04)
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nonostante
la grande distanza spazio-temporale che ci divide, alla
fine ci siamo incontrati. Nel 1924-27 io non esistevo, anzi
non ero neanche un'ipotesi di esistenza, mentre tu eri già
un brillante funzionario di banca che aveva scelto di vivere
nuove esperienze nella lontana Cina. E ora non ci sei più.
Oddio, a volte si verificano cose ritenute improbabili: hai
saputo che Soon Mei-ling, la moglie di Chiang Kai-shek, già
in attività negli anni del tuo soggiorno a Shangai e a Tien
Tsin, è morta solo qualche giorno fa, all'età di 106 anni?
Attraverso le foto - bellissime! - ho visto la Cina con i
tuoi occhi. Sai cosa mi ha colpito di più? Il contrasto fra
due mondi contrapposti, distanti fra loro anni-luce. Cosa
ti ha spinto a fissare proprio quelle immagini: fascino dell'esotico,
interesse umano, desiderio di fermare momenti felici? Vorrei
farti un sacco di domande, non sulla Cina (a questo rispondono
i libri di storia) ma su di te, la tua sensibilità, le tue
idee, la tua consapevolezza del momento storico di cui eri
testimone e del quale - inconsapevolmente - eri un ingranaggio.
Proprio in quanto occidentale e, per di più , funzionario
di banca. In Italia avevi lasciato un clima pesante (il '24
è l'anno del delitto Matteotti e nel '27 si era già imposto
il regime fascista) e in Cina avevi trovato una situazione
altrettanto complicata. Anarchia e instabilità politica; i
"signori della guerra" che miravano al predominio sullo Stato;
la mobilitazione antimperialista (il "movimento del 30 maggio"
è del 1925) contro le potenze occidentali e il loro potere
sui "porti dei trattati"; le agitazioni contadine nelle campagne
e i movimenti insurrezionali degli operai nelle città; la
"spedizione verso il nord" (o Beifa) del Kuomintang di Chiang
Kai-shek contro i "signori della guerra" nel 1926-27; lo scontro
fra nazionalisti e comunisti e le repressioni contro i comunisti;
le "basi rosse" di Mao Tse-tung nelle campagne. Sono gli anni
che preparano la nascita della Repubblica cinese dei soviet
, la guerra civile, le "campagne d'annientamento", l'invasione
giapponese del 1937. E tu, come vivevi quegli anni? Appartenevi
a un mondo ovattato che, in forza dei trattati, godeva di
privilegi, diritti e onori. Ti bastava? Un recente storico
indiano, K.M. Panikkar ha scritto: Il modo in cui il sistema
dei trattati servì a "incatenare il drago" e mascherò l'organizzazione
sistematica e risoluta di uno sfruttamento imperialistico
delle risorse cinesi; il modo in cui l'orgoglioso impero venne
ridotto in uno stato di completa impotenza, mentre interi
territori gli venivano strappati e le potenze si spartivano
praticamente fra loro in "sfere di influenza" il suo vasto
territorio: tutto ciò non ha altro esempio nella storia. Forse
tuo malgrado e nonostante la scarsa influenza italiana in
Cina, ti eri trovato a far parte delle grandi potenze imperialistiche.
In una lezione tenuta nel 1924 Sun Yat-sen diceva: Le potenze
usano l'imperialismo per portare avanti le loro mire economiche;
la dominazione economica è più gravosa della dominazione e
dell'oppressione politica. L'oppressione politica è patente
e facile a riconoscere: la gente comune reagisce immediatamente
all'oppressione politica, ma stenta a prendere coscienza dell'oppressione
economica. [.....] A causa dell'asservimento economico della
Cina, la nostra società non è libera di svilupparsi e la gente
comune non ha i mezzi per vivere. Il controllo economico straniero
è peggio di milioni di soldati pronti a ucciderci. Tu risponderai
che eri un semplice funzionario di banca. Ma il fatto è che
furono proprio le banche straniere a monopolizzare le finanze
del paese, assumendo il pieno controllo dell' industria, delle
miniere e dei trasporti cinesi. Ti ricordo, ancora una volta,
le parole di Sun Yat-sen: Accanto alle emissioni delle banche
straniere, ci sono i cambi di valuta imposti dalle banche.
Nei porti noi cinesi dobbiamo affidare alle banche straniere
anche il cambio della moneta e le banche straniere non soltanto
ci addossano la "commissione" al tasso normale dell'1 per
cento, ma giocano anche sul cambio della moneta cinese ai
dollari addossandoci un ulteriore due, tre per cento, operano
numerosi passaggi dalla moneta cinese al dollaro e viceversa,
dalla moneta di piccolo taglio a quella di grosso taglio nel
trasferimento interno del denaro e degli assegni da una banca
all'altra. Queste operazioni facevano parte del tuo lavoro.
O no? Anche tu, nel tuo piccolo, contribuivi a rendere efficiente
il sistema di asservimento di un intero paese. Aspetto tue
notizie. Nell'era delle comunicazioni lampo in diretta è stato
bello poter andare controcorrente e comunicare in differita
con il passato. Ciao Adriana (03.11.03)
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Adriana
Carissima
È proprio la distanza, sia temporale che spaziale,
che mi permette di stare qui a parlare con Aldo, mio nipote,
e di poter comunicare con te in differita con il passato.
Sì, perché se tu mi avessi incontrato allora, io non avrei
mai detto che ero un semplice funzionario di banca, e che
non avevo responsabilità. Non avrei capito neanche lontanamente
chi mi portava a riflettere, non perché non fossi un uomo
mediamente intelligente, ma perché non esisteva lo spazio
per far entrare riflessioni sul nostro (parlo di noi stranieri
in Cina) essere lì, e sulla nostra funzione politica ed economica.
Parlo di uno spazio mentale, fisico, emotivo, ma anche spirituale,
parlo di uno spazio umano in movimento, come quello che spinge
allo sviluppo e all’evoluzione la nostra specie. Noi vivevamo
il nostro ruolo, non la nostra vita, e questo ci bastava per
affrancarci, non eravamo esattamente delle persone, degli
individui: coprivamo delle cariche. Certo, ero a Shanghai
nel periodo in cui Zhou Enlai e Liu Shaoqi, animatori del
movimento proletario , diedero filo da torcere al Signore
della Guerra shanghaiese e alla lobby industriale e straniera.Ed
ero lì quando, le forze proletarie, aderendo all’invito di
Chiang Kaishek, indissero, il 21 marzo 1927, uno sciopero
generale, attaccarono arsenali e armerie, consentirono all’Esercito
nazionale rivoluzionario di entrare liberamente a Shanghai,
ed ero lì quando Chiang, aderendo alle pressioni degli industriali
, dei banchieri e degli stranieri, fece massacrare 5000 proletari
comunisti da bande vestite con l’uniforme nazionalista. Fu
proprio allora che mi persi, che non ebbi più la percezione
dei miei confini, che non mi fu più possibile coprire un ruolo,
lo spazio umano si propose violento e prepotente. Fu così
che iniziai a fotografare, a filmare, mi sembrava che , partendo
dalle immagini, da quelle immagini, poi un giorno, avrei potuto
finalmente comprendere e ricomprendere la mia vita. Cominciai
quindi a considerare la possibilità di partire, di mettermi
in viaggio, non avevo altro modo per dare spazio allo spazio.L’incidente
di Shanghai provocò in tutta la Cina e a Hong Kong violente
reazioni delle forze proletarie: fu la Seconda Guerra Civile.(Rivoluzione
contadina) Cosa feci? Partii. Non so cara Adriana, se ci sono
delle risposte alle tue domande, ma so che ora, a distanza
di tanto tempo, sento dentro di me l’emozione che provoca
il ri - conoscersi, come se, finalmente, stessi mettendo in
ordine le immagini che compongono la mia storia e di questo
voglio ringraziare anche te. un caro saluto
Un viaggiatore del passato (08.11.03)
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Caro
viaggiatore del passato, parli della tua vita in viaggio e
dici: "Il viaggio era la mia vita". Affascinante! Ma che
tipo di viaggio era il tuo? Montaigne, nei suoi Saggi, scriveva:
"A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo
che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco." E tu?
Qualunque sia il motivo del viaggio, viaggiare significa andare
alla scoperta della diversità, per acquistare una nuova percezione
di noi stessi; significa andare verso l'ignoto, e l'ignoto
è sempre traumatico. Tu stesso confessi: "Ho dovuto accostarmi
al centro del mio essere, e questa non è un'esperienza senza
dolore." Ai tuoi tempi non esisteva il turismo di massa e
viaggiare - forse - aveva ancora un senso. Come nel lontano
passato, quando ogni viaggio costituiva un'impresa, quasi
un'avventura e i percorsi erano lunghi, difficili, pieni di
rischi e di imprevisti. Oggi non è più così. Con il turismo
di massa il viaggio è diventato uno spostamento da un aeroporto
all'altro, da un albergo all'altro. L'impresa e l'avventura,
gestite dalle agenzie turistiche, sono solo una questione
di orari, coincidenze, tabelle di marcia, visite guidate.
Il rischio e l'imprevisto possono consistere tutt'al più in
uno sciopero improvviso, nello smarrimento dei bagagli, in
un attacco di dissenteria (hai saputo dei poveri crocieristi
"appestati"?). Oggi non esiste più una differenza apprezzabile
fra il nostro mondo e ciò che una volta era misterioso: conosciamo
già tutto, perché ce l'hanno già raccontato, con film, documentari,
dépliants turistici, servizi giornalistici. Oggi che non esiste
più l' "altrove" e il diverso è identico a noi, omologato
da alberghi, ristoranti, centri commerciali...che senso ha
per noi "viaggiare"? Forse un'alternativa è quella di viaggiare
sognando il mondo, ripercorrendo gli itinerari del tempo attraverso
le immagini del passato. Ecco, le tue splendide foto mi hanno
consentito di viaggiare guardando dalla finestra, di spaziare
al di là del mio mondo nell'unico modo che l'industria turistica
non è ancora riuscita a contaminare. E di questo ti sono grata.
Ciao Adriana (10.11.03)
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Caro
viaggiatore del passato, dunque c'eri. Eri proprio lì, a Shangai,
il giorno del massacro. "Fu proprio allora che non mi fu più
possibile coprire un ruolo, lo spazio umano si propose violento
e prepotente" C'è qualcosa di universale in un problema del
genere, nel dramma che ha attraversato la tua esistenza. Tu
facevi parte di quella che è stata definita la "generazione
degli anni difficili". Che ne sapevate voi del mondo se scuola,
stampa, radio, organizzazioni di massa vi avevano educato
in modo che per voi non esistessero i problemi? Non eravate
solo stupidi o ingenui: avete aderito a certe iniziative senza
discuterle, solo perché non vi avevano fatto vedere reali
prospettive di scelta fra posizioni diverse. E chi poteva
aiutarvi a capire il vero senso delle cose, attraverso un
dibattito libero, aperto, di fondo, cioè gli intellettuali
e gli oppositori, dov'erano? Quelli che non erano stati messi
a tacere, si erano lasciati assorbire dal sistema. Anche oggi
chi dovrebbe informarci vien meno al suo compito: non vede,
non sente, non parla. E chi parla viene messo a tacere, con
mezzi più sofisticati, perché oggi viviamo nella "democrazia",
e il carcere non è politicamente corretto. Neanche la censura.
Sono altri i mezzi di dissuasione: risarcimenti miliardari,
licenziamenti, ispezioni, inchieste, provvedimenti disciplinari,
ingiurie....Chi non ha fegato si adegua e si lascia assorbire
dal sistema. Come ai tuoi tempi. E noi? Siamo testimoni delle
tragedie che sta vivendo il mondo, perché in qualche modo
ne veniamo a conoscenza, ma preferiamo illuderci che, fintanto
che funzionano le pompe di benzina e si illuminano le vetrine,
tutto scorra normale. Come vedi non siamo molto diversi da
voi, e anche per noi l'intelligenza delle cose è diventata
una conquista personale. Le tecnologie più avanzate e il perfezionarsi
dei mezzi di comunicazione di massa, anziché favorire la diffusione
della cultura e dell'informazione, producono un livello più
efficiente e sistematico della manipolazione delle coscienze.
Le immagini sono delle sceneggiature con regia occulta, le
notizie degli spot pubblicitari, le parole slogan martellanti
sempre sullo stesso tasto. "Noi vivevamo il nostro ruolo,
non la nostra vita, non eravamo delle persone, degli individui:
coprivamo delle cariche." Credi che questo non capiti anche
a noi? Anche noi sembriamo aver accettato il ruolo che ci
è stato assegnato, di essere cioè semplici pedine di un gioco
le cui regole non ci appartengono, e che ci ha fatto diventare,
di volta in volta, utenti, clienti, destinatari di marketing,
previsioni di voto, indici d'ascolto. Pochi riescono a mettersi
in viaggio per riappropriarsi della propria vita. Eppure sono
convinta che si possa andare contro corrente, magari usando
gli stessi mezzi coi quali oggi si cerca di azzerare la nostra
intelligenza. Non vedi che, ad esempio, noi siamo riusciti
a comunicare anche andando a ritroso nel tempo?
Con simpatia
Adriana (27.11.03)
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