m
e
n
u





Commentus


I commenti dei lettori, le loro critiche, i complimenti a volte eccessivi, ma soprattutto le loro considerazioni, le loro poesie, i loro racconti, i loro pensieri.
Ogni numero di Pensamentus ha provocato delle reazioni e molte di queste reazioni sono entrate a far parte dei numeri successivi, arricchendoli. In questa pagina si può trovare una raccolta dei Commentus, divisi per argomenti o per affinità o per contrasti. Potete arricchire ulteriormente questa pagina e i prossimi numeri di Pensamentus, inviando i vostri commentus. Non preoccupatevi: Pensamentus accoglie anche le critiche, specialmente se costruttive!

 

Scrivi il tuo commentus

Mi trovo "sottosopra" in terra Australiana...
Questo viaggio senza spazio e senza tempo...
Hola! Sono appena rientrato (Indonesia)...
Quello che ci trasmette questa bellissima terra (Africa)...
Grande poeta senghor e grande paese il Senegal...
Alla scoperta dell'unione Antropologica Cosmica...
leggo e rileggo le belle parole e...
volevo proporvi un segnalamentus...
mi sento davvero dentro una specie di Matrix..
Mi fa piacere ricevere la vostra email, ma non so come "essere attivo"...
l'immigrazione degli ebrei in Palestina...
PENSAMENTUS SUL SENEGAL...
Perché solo l'8 marzo e non tutti gli altri giorni dell'anno?...
la lucidità, la distanza, la terra, lo sguardo, il limite...
Ai vecchi, agli adulti, ai bambini, mancano le carezze!...
La fagianella...
NOSTALGIA...
Giocando giocando col segno Ingenuo e malizioso...
dritto verso un pensiero alieno...
Belessimo viagio! Pecato che tutto prima o poi si conclude...
Un ringratiamentus a tutti, continuate per favore...
un ringraziamento per avere inserito il nostro sito...
grande amico che mi ha fatto conoscere Pensamentus...
La leggerezza e l'ironia profuse nelle immagini e nelle parole...
Complimenti per il progetto Pensamentus...
vi sono infinitamente grata poichè mi regalate dei momenti...
Quello che fate mi piace, e molto...
fino a quando l'uomo non imparerà a porre un tetto ai propri desideri ...
La pace nasce dall'amore, dal senso di unità...
La pace inizia dal di dentro, da ogni piccolo gesto, intenzione, pensiero...
DEO PENZU… ANZISI SU CRABEDDU NON CHEI PRUS PENZAI...
"Il sonno della ragione genera mostri"
Cara Adriana l'orrore piu grande dell'umanita e stata quella di schierare Dio nei cambi di battaglia...
Caro Orazi, leggendo il tuo commento sotto il titolo "Dio non è stato invitato"...
nonostante la grande distanza spazio-temporale che ci divide...
È proprio la distanza, sia temporale che spaziale...
Caro viaggiatore del passato, parli della tua vita in viaggio e dici: "Il viaggio era la mia vita"...
Caro viaggiatore del passato, dunque c'eri. Eri proprio lì, a Shangai...
     

Mi trovo "sottosopra" in terra Australiana, a Melbourne. Ci sono, anche quaggiù alcune certezze: il nord è a nord e tutti gli altri punti cardinali sono al loro posto, il sole sorge ad est e tramonta ad ovest. La tranquillità dei ritmi aiuta a pensare meglio e meno inquietante è il rapporto delle persone con il mondo. Certo non si può dimenticare che qualche secolo fa anche in questa terra meravigliosa è avvenuta una colonizzazione abbastanza brutale. Una storia comune a molti luoghi nel mondo. Viene da pensare a quella bella poesia di Kavafis "Itaca" dove il senso del viaggio (e della vita) è nei profumi e nei colori e nei sapori che incontriamo nelle terre nuove, elementi che dobbiamo imparare ad apprezzare perché saranno i soli che porteremo con noi, quando giunti ad Itaca troveremo soltanto croci. E tutto quello che la voglia di ritorno ci ha dato è il viaggio. Con i suoi profumi ed i suoi colori. Ciao.
Massimo

torna a inizio pagina

Questo viaggio senza spazio e senza tempo mi ha avvicinato col pensiero agli amici/fratelli che ho conosciuto e amato nei miei viaggi e nella mia vita e che hanno lasciato molti pensamentus e sentimentus che continuano a germogliare in me. Persino a quelli che si dice non siano più qui ma che sento vibrare in me e in tutte le cose belle che mi circondano... ed anche quelli che verranno e che sento già muoversi dentro di me... un abbraccio cosmico a tutti i nipoti del 2000 ed a coloro che coltivano pensamentus con fede... grazie!
Luisa (12.01.04)

torna a inizio pagina

Hola! Sono appena rientrato da un mese di intenso lavoro teatrale in Indonesia (vero nome, non imposto dall'Europa: Nusantara). Dopo 42 anni di regime militare (sino al 1998) oggi il lavoro che costringe la maggior parte di quei duecentodiecimilioni di abitanti a spingere tutto il giorno una carretta di frittelle rancide per cercare di vendere le stesse cose che tutti gli altri vendono - mentre i bimbi lavorano di nascosto per fabbricar palloni da calcio e magliette per le aziende angloamericane - conferma ancora una volta che le nostre democrazie non corrispondono a nessuno dei presupposti su cui affermano di basarsi, sia da destra che da sinistra.Le nostre democrazie non sono altro che un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politico-economiche criminali che schiacciano e asserviscono l'individuo, già frustrato e reso anonimo dal micidiale meccanismo produttivo di cui la "democrazia" stessa è diventata solo l'involucro legittimante. Infatti, mentre la maggior parte dei poveri asiatici cercano faticosamente di conquistarsi da noi una fettina di salario occidentale, i pronipoti dei "conquistadores" vanno ancora oggi a stabilirsi in questi splendidi luoghi del sud-est asiatico per veder finalmente fruttare la loro miserabile pensione europea... Dove vogliamo esportare i nostri taroccati modelli di democrazia? Hasta luego.
Massimo (27/05/04)

torna a inizio pagina

Quello che ci trasmette questa bellissima terra che è l'Africa e in maniera particolare il SENEGAL, i suoi colori, le sue musiche,la sua natura,l'immensità dei suoi paesaggi,la tranquillità e la naturalezza sono cose che molto spesso sono lontane da quello che è il nostro vivere frenetico quotidiano. E' un mondo fantastico,profondamente spirituale. Vorrei imparare a sentire il respiro dei baobab e a percepire l'infinità del tempo, visto che da quello che mi raccontano,in Africa il tempo sembra non trascorrere mai e annullarsi nell'immensità della bellezza di questa terra.
Manuela (28/05/03)

torna a inizio pagina

Grande poeta senghor e grande paese il senegal ,ricordo il giorno, avevo allora la libreria a quartu, in cui entrò un giovane che chiese se poteva guardare i libri.....restò a lungo, ne sfogliò parecchi quasi ne accarezzava le pagine non ne ricordo il nome, mi disse di essersi diplomato in senegal e di aver fatto l'università in francia, era venuto in italia perchè la preferiva ma doveva andar via perchè qui a parte il commercio ambulante non aveva alcuna possibilità...mi disse che aveva alcune possibilità di lavoro in francia, ma che gli sarebbe piaciuto tornare in Italia, in Sardegna mi chiese se, qualora fosse riuscito a tornare, avrebbe potuto lavorare in libreria. Certo fu la mia risposta. Non l'ho più visto e talvolta penso che potrebbe essere tornato e non aver più trovato la libreria in quella strada di Quartu. saluti
Nicola (09/05/03)

torna a inizio pagina

Hola a tutti gli amici vicini e lontani, mi chiamo Andrea MUSCAS e sto volando con i piedi piantati al suolo, lungo le culture del mondo alla scoperta dell'unione Antropologica Cosmica. Gli amici di Pensamentus mi comunicano con le loro splendide storie, la realta che non ho modo di vedere in questo viaggiare, ma le comparazioni di vita sono sempre più verso l'unione dei popoli, seppur di differente cultura. Tutte le culture che ho incontratto parlano de "l'alba del Di a Venire", come un evento vicino ai cuori per l'unione dell'anima al corpo; nella India si parla del ritorno dell'"Assoluto o Brahama", nella cultura Kahuna delle Isole Fiji si parla del ritorno "Kalou", in Mexico si parla del ritorno di Hunab-ku, in Perù si parla del ritorno dell'"Inka", ad altri ancora...; tutto ciò si manifesterà nell'anno 2012. In questi giorni ho avuto modo di partecipare all'Inti Raymi, il saluto al sole presso l'ombelico del mondo a Cusco; devo dire che ne sono successe di graziose e carine, con più di 30.000 persone in connessione Cosmica per richiamare la venuta di colui che porterà la luce eterna nei cuori delle genti; non stò a citare le manifestazioni degli elementi Cosmici, mi limito a ringraziare il Cosmo per i regali che mi arrivano dall'alto della galassia e, vi invito a dare un occhio alla mia pagina Web. www.andreamuscas.it , nel Link "News" ci sono dei messaggi e delle foto che, fanno parte dell'invisibile, lentamente e sempre più visibile, in questi anni di risveglio spirituale per influenze planetarie, inevitabilmente saranno sempre più vive in noi. A presto
Andrea

torna a inizio pagina

     
Caro Pensamentus leggo e rileggo le belle parole e le belle immagini del vostro sito e mi chiedo: è mai possibile inventare parole ed immagini nuove che esprimano al tempo stesso la grande velocità della comunicazione e la solitudine antica dell'uomo e della donna? Che raccontino i sentimenti che da sempre accompagnano il nostro cammino nella specificità del nostro tempo? E' possibile, mi chiedo, esprimere l'amore e la violenza che caratterizzano il nostro presente, uguale e diverso a/da tutti gli altri? Non c'è risposta, ma sperimentazione, ricerca continua, disperazione, camminare sul filo e non guardare sotto, ma avanti, oltre il punto del possibile arrivo. L'interazione della parola, dell'immagine e del suono sono già un tentativo che esprime la modernità, accanto alla quantità dei mezzi si rappresenta una qualità, cioè la somma dei mezzi. Da sempre l'uomo cammina sul filo, ma è un uomo particolare, senza dio, senza sicurezze. Nessun mezzo o sommatoria di essi potrà mai fornire un terreno su cui poggiare i piedi; casomai questo possibile nuovo modo di comunicare dovrà essere un magma dal quale fuggire dopo averlo eruttato, gettato fuori con violenza. Ciao a presto. Massimo Angeletti (11.01.04)

Cari amici di Pensamentus, volevo proporvi un segnalamentus. Poichè sono sicura che niente accade per caso, credo che un filo più o meno sottile leghi i lettori di Pensamentus. E allora.....perchè non proporre ai lettori che ne hanno voglia di inviare una scheda di presentazione, dove ognuno di noi si racconta,si sfoga,lascia la sua e-mail, segnala i pochi eventi o posti a Cagliari e dintorni degni di nota o semplicemente contribuisce a fare di Pensamentus l'Agorà virtuale. Al salam lukum.
Cinzia (25.07.03)

torna a inizio pagina

Certe volte mi sento davvero dentro una specie di Matrix dove esiste solo la manipolazione ed il commercio degli uomini e delle loro vite. (...più diventa tutto inutile e più credi che sia vero ed il giorno della fine non ti servirà l'inglese. Dalle biciclette verso casa, la pace ritornò, ma il RE del mondo ci tiene prigioniero il cuore... - Battiato).
Nando (21.07.03)

torna a inizio pagina

Mi fa piacere ricevere la vostra email, ma non so come "essere attivo", come voi chiedete. nel senso che credo che dovremo tutti essere attivi un pò di più e nelle nostre piccole cose di tutti i giorni, anche nella nostra giungla italiana, per poter evitare di generare mostri berlusconiani o bushiani. iospesso sono in giro per progetti di cooperazione in paesi sofferenti e di cose tristi ne ho viste, bambini di strada uccisi alla tempia dalla polizia. adesso sono in filippine in area mussulmana ad aiutare le popolazioni povere con un progetto di sviluppo. vedremo. sicuramente apprezzo il vostro impegno, e proverò a farvi conoscere dai miei amici. ciao a voi Pietro (27.01.03) Strano. Avrei giurato che la mia emotività mi avrebbe spinto a pensare: Dio quanto sono poveri! Invece no. Penso a quanto siamo poveri noi. Tremendamente poveri di sostanza, di animo, di fratellanza, di senso dell'Uno.Potranno i nostri beni salvarci dalla nostra povertà?
Cin (17/01/03)

torna a inizio pagina

Scorro sempre con molto piacere Pensamentus, lo leggo quando ci riesco, ma l'archivio con cura, anche l'ultima serie, Una vita in viaggio (forse per la mia segreta vocazione al vagabondaggio, purtroppo disattesa). Ma nel numero 10, del 18 dicembre, non mi è piaciuto il frettoloso accenno a quella che viene chiamata "l'immigrazione degli ebrei in Palestina". A parte il poco felice ed incongruo accostamento col colonialismo, e con lo sfruttamento della popolazione locale considerata inferiore, non mi sembra corretto liquidare così una questione delicata, complessa e dolorosa come quella del Medio Oriente. Credo che la mia fede nei diritti umani, la mia ripugnanza per qualsiasi violenza e sopraffazione dell'uomo sull'uomo siano al di sopra di ogni sospetto, e la mia contiguità con la cultura e la comunità ebraica non mi impedisce di dissentire dall'attuale politica del governo israeliano (opinione peraltro condivisa da una non insignificante minoranza di israeliani). Ma quell'affermazione mi sembra alquanto superficiale, manichea ed anche fuorviante, e non credo possa offrire alcun contributo alla comprensione dei fatti, ma semmai indurre un antisemitismo (che poi vuol dire razzismo), che è un virus la cui latenza si sta preoccupantemente risvegliando. E questo ci riguarda tutti, neri, gialli o bianchi che siamo, perché mina alla base quei valori di civiltà nei quali tu ed io crediamo e siamo impegnati. Se vuoi, a livello personale, il confronto su questo tema può continuare, visto che non ho alcun motivo di dubitare della tua onestà intellettuale, e confido che la cosa si reciproca.
Un abbraccio, e forse a presto.
Claudio

torna a inizio pagina

SCRIVO IL MIO PENSAMENTUS SUL SENEGAL E PENSUS A COME AVREI POTUTO SRIVERLO SE UNA MANCIATA DI MILIONI DI ANNI FA UN SIMPATICO PRIMATE CHE VIVEVA NELLA VICINA AFRICA NON AVESSE DECISO DI CAMBIARE STILE DI VITA(COME USARE GLI ARTI INFERIORI PER CAMMINARE E QUELLI SUPERIORI PER TAMBURELLARE!!!!). PENSUS A CHE SARDO SARDO SAREI SE NON MI SCORRESSE NELLE VENE UN P? DI SANGUE MORO (QUELLO CHE MI FA DANZARE,QUELLO CHE MI FA IMMAGINARE UN MONDO SENZA INGIUSTIZIE,SENZA SOFFERENZE,SENZA DIVERSIT?,SENZA GUERRE OGNI VOLTA CHE SENTE UN RITMO DI CASA SUA). PENSUS A COME SIAMO INCIVILI NELLA NOSTRA PRESUNTA CIVILTA ,QUELLA CIVILTA CHE VIOLENTEMENTE E BARBAMENTE CERCHIAMO DI ESPORTARE NEI PAESI CHE,COME IL SENEGAL,IN FATTO DI CIVILTA AVREBBERO DA INSEGNARCI. PENSUS AL NOSTRO PAESE CHE CON UN'IPOCRISIA SECONDA A NESSUNO DICHIARA DI ESSERE UN PAESE CHE RIESCE AD INTEGRARE PERFETTAMENTE GLI IMMAGRATI E CHE INVECE NON RICONOSCE LORO ALCUN DIRITTO,SALVO RARE ECCEZIONI. MA FORSE HO STRESSATUS GI? TROPPO CON I MIEI PENSAMENTUS VI RINGRAZIO DI AVERMI INSERITO NELLA VOSTRA MAILING-LIST CIAO A TUTTI
LUIGI (15/05/03)

torna a inizio pagina

giornata di lotta
Perché solo l'8 marzo e non tutti gli altri giorni dell'anno? Lotta contro la discriminazione, gli stupri, le mutilazioni, lo sfruttamento....ma non va dimenticata anche la lotta contro una certa mentalità che, pur senza affermarlo in modo esplicito, continua a considerare la donna come la costola d'Adamo. La stessa mentalità che porta una mezza tacca qualunque a dire: "Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna". La battuta (è il caso di dubitarne?) è di Silvio Berlusconi che legge troppo e, probabilmente, si è affidato al Grande Dizionario della Lingua Italiana curato da S. Battaglia, in cui troviamo: Uomo: essere umano, dotato in particolare delle capacità di sviluppare il pensiero logico e il linguaggio articolato e delle facoltà di discernimento morale Individuo dotato di coscienza, capace di rappresentare a se stesso il mondo esterno e di agire responsabilmente. Donna: La femmina dell'uomo (ed esprime anche la natura stessa della femminilità, le caratteristiche tipicamente femminili, opposte a quelle specificamente maschili). Per similitudine - Uomo dal carattere debole, instabile o dal comportamento effeminato. Non pensate che sia il caso di lottare anche contro i dizionari?
Adriana (4/4/03)

torna a inizio pagina

la lucidità, la distanza, la terra, lo sguardo, il limite....... ....ma cosa rende comuni questi concetti ? credo solo la coscienza e se si è fortunati..... la condivisione! un saluto e grazie per l'induzione al pensamento! valter (1/2/03) osservando troppo da lontano si perdono i dettagli osservando troppo da vicino si perdono i particolari lucidità è sufficiente distanza? valter (31/01/03)
     

Ai vecchi, agli adulti, ai bambini,
mancano le carezze!

I Vecchi, sorpresi quando li accarezzi,
ti regalano un sorriso di stupore!
Gli alimenti la vita.
Gli Adulti, non più abituati, razionalizzano il gesto,
chissà? ..Perchè?..Mhh!..
ti regalano un sorriso timidone!
Gli risvegli la fiducia.
Per i Bambini, sono sempre poche,
accompagnale con grande amore,
ti regalano energìa,
Ti ridetermini la vita!

Ignazio Chessa (13.01.04)

torna a inizio pagina

La fagianella
Nella tiepida sera di maggio
quando la luce scolora,
si stagliano i germogli
sul pallido cielo di Lombardia.

I verdi spiccano sull’indaco
che sfuma al grigio
ed il profilo scuro del bosco
sottolinea il confine tra terra e cielo.

Procedo piano rispettando
la calma serena dei campi;
mi godo la solitudine
e la pace sembra una carezza.

Il nastro d’asfalto si srotola
fra dossi che accennano
a diventar colline e incastonano
brandelli di bosco di rovi e robinie.

Ascolto il respiro del luogo:
pausa all’affanno e al traffico,
appena più in qua dell’autostrada
che nascosta sembra lontana.

Ed eccola ancora la fagianella!
La stessa da giorni.
Apre un poco le ali, ingobbisce prudente
e attraversa la strada.

Come ieri la stessa emozione
a incontrare il suo occhio: uno solo.
Lei mi fissa torva,
poi spicca il suo breve volo.

L’assimetria dello sguardo
mi rimpicciolisce.
La mano si alza e segue la scia.
-Potessi volare via con te, essere come te!

Icona d’un mondo perduto,
forte e fragile insieme.
Caparbia femmina
che covi la vita.

Come te sono un piccolo frammento,
lanciato nell’immenso.
Come te sono solo
passeggera del mondo.


Pinuccia Bonora

torna a inizio pagina

NOSTALGIA
Lontana dal mio paese
lontano il mio paese da me
la distanza è dolore
Io conosco il dolore
ma non posso dirlo con parole
le parole non vivono
come l'albero di mille anni
che ho lasciato
le parole non scorrono
come scorre e pulsa nelle vene del mondo
il fiume che ho lasciato le parole non saltano leggere
come la gazzella sui monti che ho lasciato
le aprole non profumano
come i fiori più belli del mondo i fiori che ho lasciato
le parole non possono descrivere
il paradiso che ho perduto
solo chi ha molto amore può amare
solo chi ha molta nostalgia puo sognare
solo chi ama e sogna libertà può entrare
conoscere il mio paradiso
saltare come una gazzella libera sui miei monti
bagnarsi come pesce libero
nei miei fiumi
volare come falco libero
sui miei villaggi
sventolare come bandiera di libertà nel mio mattino
cantare come il bilur ai fouchi del Newroz
anche tu, anche lui, lei, loro, tutti
possono entrare nel mio paradiso
se sanno far scorrere libertà e amore
nelle loro vene, nelle vene del mondo
Hevi
Roma, Newroz 1998

Hevi Dilara è una profuga kurda impegnata nella resistenza.

Ciao
Antonello

torna a inizio pagina

Giocando giocando col segno Ingenuo e malizioso il segno.T
i prende e non sai più se è lui che si fa o se sei tu che fai lui.
Apri e chiudi linee, delimiti piccole superfici, le tieni disgiunte poi decidi di unirle, fai nascere un groviglio o un insieme che chiede ancora di essere completato, finito.
Non smetteresti mai.
La piccola opera ti piace, ti convince e continui: si dà forma da sé; tu non l'hai progettata, lei si compie.
L'assecondi.
Se ti sembra banale l'aggiusti, se intravedi una forma le dai subito vita, tozza o stilizzata che sia.
Tu non sai che cosa è quella linea che scende o che sale, che si intreccia con l'altra, che arriva più su, che sinuosamente si attorciglia su fili già tesi e pronti ad accoglierla.
Se la forma ti piace, insisti, la ingrandisci, se no, la lasci e la prendi più in là. La correggi, la trasformi, la stravolgi e poi ricominci insinuandoti, tu sei lì e quando la stai definendo cambi strada, ti spaventi e tralasci.
Ma lei parla, lei è lì.
Ci rivai , dai una nuova virata e l'allunghi, l'allarghi, l'abbellisci.
Ci inserisci un figuro, un alato, un unghiato animale e poi un uomo; una donna, un bambino, una torre, un paesaggio.
E ritorni a riprendere il segno, lo devìi, gli dai un'altra facciata. Lui ti guida. Se ti sembra banale lo camuffi, lo nascondi.
E le gambe diventano pali, e grotte le bocche, e gli spazi li allarghi o riduci. Le figure si incastrano in totem, le rocce diventano visi, le strade capelli. Se l'umore ti assiste, ti diverti a giocare senza più dimensioni.

Chiara (04/02/04)

torna a inizio pagina

non essendo bravo a pensare
mi dirigo dritto
verso un pensiero alieno


ma quando mi guardo intorno
non hanno un soldato in più
non sono bravo a pensare come loro

ma sono un uomo
e a volte vorrei anch'io
pensare.

Lampa

torna a inizio pagina

     

COMPLIMENTI Belessimo viagio! Pecato che tutto prima o poi si conclude, mi ero orramai abituato ad apprire il computer ogni tanto per farmi un viagetto nella storia piena di storie di una storia visutta... Grazie per le belle storie e speriamo che ce ne siano delle altre, cosiche la gente pigra come me possa riscaldarsi ogni tanto davanti ai sogni... baci
Peter (13.01.04)

torna a inizio pagina

Un ringratiamentus a tutti, continuate per favore...finalmente qualcosa che tocca il sentimentus e il vero valorus (scusate la libertas) di questa nostra vita che per molti sta diventando solo il covincimentus che non finirà mai in quanto si deve arrivare a tutti i costi...........
Elisa (07.08.03)

torna a inizio pagina

Innanzitutto un ringraziamento per avere inserito il nostro sito tra i vostri "Links"....e quindi un meravigliato complimento per il vostro. E' bello, funzionale, facilmente esplorabile, equilibrato, ben costruito, elegante, originale, shardana, nuragico, atlantideo, matriarcale, bronzeo, denso, stringato, spiritoso, profondo, eponimo, epitetico, nomotetico, peptogeno, diatermico, steatopigo, remeabile....:-).....
Un caro saluto
Pixim Leonardo Maria Lucky Tompson(19/10/03)

torna a inizio pagina

Amici cari,
vi auguro grande gioia e serenità e salute e allegria e felicità e successo e autostima e amore e rispetto per voi stessi, per tutti, per la natura; e solidarietà e pace e assenza di conflitti e tempo da dedicare alle cose che vi piace fare e sparizione di qualunque forma di ipocrisia, di odio, di rancore, di gelosia e avere tanta energia per potersi dedicare agli altri e sincerità e coraggio e bagni belli al mare e passeggiate belle in montagna e che impariate ad usare tutto quello che volete: guidare l'aereo, usare il computer, nuotare, suonare la chitarra oppure qualunque strumento a scelta, oppure tutti gli strumenti, che diventiate dei bravi cuochi, fotografi bravissimi, registi bravissimi, attori bravissimi, scrittori bravissimi, che possiate viaggiare in tutto il mondo, conoscere gente, amare, sposarvi, fidanzarvi, essere continuamente accarezzati/e, che possiate comprarvi una casa bellissima dove potete ospitare, fare feste, cenoni di capodanno e feste di laurea, che vi possiate laureare e godere di tutte le letture che fate, di vedere bei film, mangiare buonissime pietanze, essere cosparsi di miele e farvi mangiare dalla persona amata, insomma VI AUGURO TUTTO IL BENE DEL MONDO PER I PROSSIMI 1000 anni, dopodiché vi manderò un'altra e.mail.
Ignazio (12/01/04)

torna a inizio pagina

Grazie! bravi!
La leggerezza e l'ironia
profuse nelle immagini e nelle parole sono merce rara come l'impegno e la speranza di cambiare qualcosa in un mondo che ha perso il significato delle parole... Ma... UTOPIA è una cosa brutta o una cosa bella?... Non sappiamo più checosa vuol dire Pace e la confondiamo con la guerra ( ma si muore dipiù in pace o in guerra?) , potete pensare se possiamo capire parole come "il valore dell'utopia".. boh... Spero che qualcuno le capisca, però! Avrò anch'io il vizio dell'utopia?! Sarà come la droga, darà dipendenza? Mah... Ciao Cricrì ....sono un abitante del "mitico nord est", non sono fiera di esserlo, e credo solo da un popolo nerviglioso come il popolo sardo poteva nascere una rivista così. L'ho diffusa e regalata, ma solo a chi ritenevo la meritasse, perchè dotato di quell'organo, il cervello, che ormai in molti individui della specie si è atrofizzato....
Dunque ancora grazie e continuate a farci...pensare!!!!!!!!!!!!!!
Anna (31/12/03)

torna a inizio pagina

Salute carissimi! Complimenti per il progetto Pensamentus perché è poetico e contribuisce a tenere viva una coscienza critica civile e politica, e soprattutto perché viene a colmare in parte quel vuoto lasciato dai nostri ex-intellettuali sardi tutti solamente impegnati nel tempo ad occupare piccoli posticini di potere esattamente come coloro che prima fingevano di criticare. Essi occupano oggi il loro tempo a farsi delle guerricciole di quartiere (e di potere), mentre voi dedicate il vostro tempo libero a far viaggiare la mente e il cuore sugli altri binari della Vita.
Grazie di esistere. Buon Tutto.
Massimo (29/03/04)

torna a inizio pagina

vi sono infinitamente grata poichè mi regalate dei momenti di pensamentus intenso ogni qual volta ricevo il vostro pensamentus. il primo servizio sul senegal lo trovo affascinante, mi fa sentire una cittadina del mondo
grazie ancora e buon lavoro a tutti voi
Daniela(15/05/03)

torna a inizio pagina

Quello che fate mi piace, e molto: i versi, le citazioni, le notizie, i problemi, le immagini, le musiche, l'impostazione grafica....siete bravi. Meritate altri spazi e altra visibilità, ma è difficile che questo vi venga concesso da parte di chi fa di tutto per oscurare le coscienze. In questa ridda di bombardamenti mediatici, di talk show, di notizie seguite da smentite, di informazioni che producono angoscia ma non verità, la vostra è una voce libera e pulita, che riesce anche a far sorridere nell'orrore della tragedia. Siete una vera "bomba intelligente". Siete anche la dimostrazione che con i collegamenti in rete è possibile aggirare la TV, che poi è un vedere con gli occhi degli altri, e in particolare questa TV in edizione bellica, fatta di colpi di scena per una grande sceneggiatura.
A presto
Adriana(29/03/03)

torna a inizio pagina

     

fino a quando l'uomo non imparerà a porre un tetto ai propri desideri ci saranno sempre sopraffazioni e guerre e quanto altro ci possa avvicinare più agli animali che agli umani.
Luigi (08/02/03)

torna a inizio pagina

La pace nasce dall'amore, dal senso di unità, la rabbia ci rende duali come chi non ci piace. In tutto il percorso di Ricami di iuta, negli sguardi della gente non ho visto rabbia ne rassegnazione ma serena attesa, fiducia anche amore. Per favore non usate "rabbia", non usate "odio", sono fra i peggiori consiglieri dell'ego. Sono portatori di guerra luigi Siamo bersaglio continuo di frecce contenenti riflessioni ed immagini di e sulla guerra. Gli anni passano: Roosvelt, Ferré, Rodari e altri, dissero, rifletterono, e noi siamo in guerra. Mi sento responsabile. I piccoli gesti di pace che non ho fatto nella mia vita, non si sono potuti tradurre in gesti di pace all'esterno, insieme a tutti quelli che non sono stati fatti da tutti gli altri abitanti della terra. Sono però sicura che tutti quei gesti di pace che ho fatto sono quelli che, insieme a quelli di tutti gli altri abitanti della terra, hanno prodotto questo enorme numero di persone che desiderano e sperano di vedere una pace.
Francesca

torna a inizio pagina

La pace inizia dal di dentro, da ogni piccolo gesto, intenzione, pensiero. Io ho pianto quando ho saputo ed ho visto cadere le bombe. La guerra, qualunque essa sia, porta solo morte, sia fisica che mentale; e porta il terrore paralizzante. Porta morti e mutilati e vedove e orfani: porta paura ed altra rabbia. Ricostruiranno le case, ma la serenità dei bimbi? Ci fanno assistere ad una guerra di plastica, fatta di TV, di dibattiti "intelligenti", di "la guerra è una cosa sporca ma qualcuno la deve pur fare"; non ci dicono degli interessi petroliferi o del mercato delle armi.
L'odio è un grande business.
Nando

torna a inizio pagina

DEO PENZU…
ANZISI SU CRABEDDU NON CHEI PRUS PENZAI
CA ES STRACCU DE TOTTU CUSTU, E ISSA’ MI TOCCADA A CUMBATTI CUN SA MAU CHI CHEIDI STUDAI S’ARRADIU, AZZAPIAI SU GIORNALLI, STUDAI SU COMPUTER. BONO A ISCRITTU CA ESISTIDI “TV REALITY” CHI SI CHI PAPPADA S’ARRANEGU E SU DAORI, A TOTTU CUSTU ESTI S’UNICA GHERRA CHI TOCCADA A FAI.
CUN SALUDUSU DE PAGHI
ANTOI TOA

torna a inizio pagina

"Il sonno della ragione genera mostri". Il contagio si sta diffondendo e i mostri, con il loro codazzo di cloni servili, si esibiscono senza pudore, cercando di mascherare la loro oscenità dietro il sorriso smagliante e il make-up per le riprese televisive. Ma osservate i loro occhi: hanno lo sguardo vuoto e gelido degli squali. Si ammantano di sacralità, sperando di moltiplicare con il ricorso all'astratto il sonno della ragione e parlano di Dio, come hanno sempre fatto i capi che, per far accettare disegni inconfessabili, scelgono il profumo d'incenso. E il conflitto tra gli uomini diventa conflitto tra il Bene e il Male, e chi contrasta o ostacola i loro interessi diventa il Maligno. Possibile che pensino che si possa ancora cadere nella trappola? "Dio" fatto sventolare come una bandiera sui campi di battaglia. "Dio" che si sceglie i suoi alleati, che ha strane opinioni e vuole strane cose. Lo stesso "Dio" invocato a proteggere i campi di sterminio, i funghi atomici, le bombe al napalm, i gas nervini. Il "Dio" dell'ordine ristabilito. "La guerra la si fa più facilmente quando si ha Dio come alleato" (Francisco Franco, 1971) Dal sonno della ragione i mostri son passati al coma profondo. O forse attraversano una fase di dubbio filosofico e incominciano a pensare che se la parola Dio è una sola la realtà è più variegata, perché il Dio di Saddam non può essere lo stesso Dio di Bush, o delle crociate, di Bouvines, di Guernica, di Auschwitz, di Hiroshima...Forse esistono molti dei ed è vero che "I mortali credono che gli dèi...abbiano abito linguaggio e aspetto come il loro. Ma se i buoi [e i cavalli] e i leoni avessero mani e potessero con le loro mani disegnare e fare ciò appunto che gli uomini fanno, i cavalli disegnerebbero figure di dèi simili ai cavalli e i buoi simili ai buoi..." (Senofane di Colofone, VI-V sec. a.C.)
Adriana(14.04.03)

torna a inizio pagina

Cara Adriana l'orrore piu grande dell'umanita e stata quella di schierare Dio nei cambi di battaglia. Ma invece di prendertela con i vari criminali della storia e utilizzando le barbarie sotto il nome di Dio ironizzare su dio perche non chiedi alla tua ragione una semplice domanda: "Ma Dio è stato interpellato?". Ti rispondo con una confessione del povero italiano ebreo che e stato salvato da un sacerdote polacco ad Auschwitz dal nome a te forse non tanto conosciuto Kolbe. "Stavano impiccando alcuni ebrei nel piazzale per dare un esempio a tutti quelli del campo che erano stati costretti a guardare quel tremendo spettacolo. Un uomo si girò verso il piccolo Kolbe che era li che pregava e gli disse: "Dov'è il tuo Dio prete" E lui gli rispose: " E' li che muore con loro" Cara la mia Adriana come vedi un Dio che non va in battaglia ma che sta con gli ultimi e stavolta e lui che lo ha deciso. Condannare le barbarie e analizzare le atrocita umane e doveroso e fa pensiero e civiltà, ma usarle per combattere le proprie battaglie contro Dio che nessuno ha interpellato è molto triste. Perdonami io sto con Padre Kolbe che dopo un paio di giorni donera la sua vita per salvare quella di un altro che quella del pur pensante
Senofane Orazi (29-12-03)

torna a inizio pagina

Caro Orazi, leggendo il tuo commento sotto il titolo "Dio non è stato invitato", mi sono resa conto che evidentemente ci sono argomenti troppo profondi per poter essere affidati a una lettura distratta e superficiale. Come hai potuto pensare che io abbia voluto ironizzare su Dio e che abbia usato la barbarie e le atrocità umane - come tu dici- per combattere contro Dio? Il mio messaggio del 14 aprile 2003 , Dio e la guerra "giusta"(fra virgolette!), era diretto contro la guerra e contro chi usa il nome di Dio per far accettare disegni inconfessabili. Il discorso era chiaro, senza arzigigoli, anche se condotto in chiave ironica. C'era anche un passo, che è stato tagliato dalla Redazione per comprensibili motivi di spazio, in cui citavo le parole pronunciate da Padre Borgomeo dalla radio del Vaticano: "I responsabili della decisione di scatenare la guerra evitino di attribuirsi una missione salvifica e non pretendano di agire in nostro nome o in nome dei valori occidentali. E soprattutto non in nome di Dio". Chissà perché mi attribuisci cose che non penso e che non ho mai detto, e pensi invece che non abbia mai sentito parlare di Padre Kolbe. E perché diffidi del pensatore Senofane? Senza rancore
Adriana (01.01.04)

torna a inizio pagina

 

nonostante la grande distanza spazio-temporale che ci divide, alla fine ci siamo incontrati. Nel 1924-27 io non esistevo, anzi non ero neanche un'ipotesi di esistenza, mentre tu eri già un brillante funzionario di banca che aveva scelto di vivere nuove esperienze nella lontana Cina. E ora non ci sei più. Oddio, a volte si verificano cose ritenute improbabili: hai saputo che Soon Mei-ling, la moglie di Chiang Kai-shek, già in attività negli anni del tuo soggiorno a Shangai e a Tien Tsin, è morta solo qualche giorno fa, all'età di 106 anni? Attraverso le foto - bellissime! - ho visto la Cina con i tuoi occhi. Sai cosa mi ha colpito di più? Il contrasto fra due mondi contrapposti, distanti fra loro anni-luce. Cosa ti ha spinto a fissare proprio quelle immagini: fascino dell'esotico, interesse umano, desiderio di fermare momenti felici? Vorrei farti un sacco di domande, non sulla Cina (a questo rispondono i libri di storia) ma su di te, la tua sensibilità, le tue idee, la tua consapevolezza del momento storico di cui eri testimone e del quale - inconsapevolmente - eri un ingranaggio. Proprio in quanto occidentale e, per di più , funzionario di banca. In Italia avevi lasciato un clima pesante (il '24 è l'anno del delitto Matteotti e nel '27 si era già imposto il regime fascista) e in Cina avevi trovato una situazione altrettanto complicata. Anarchia e instabilità politica; i "signori della guerra" che miravano al predominio sullo Stato; la mobilitazione antimperialista (il "movimento del 30 maggio" è del 1925) contro le potenze occidentali e il loro potere sui "porti dei trattati"; le agitazioni contadine nelle campagne e i movimenti insurrezionali degli operai nelle città; la "spedizione verso il nord" (o Beifa) del Kuomintang di Chiang Kai-shek contro i "signori della guerra" nel 1926-27; lo scontro fra nazionalisti e comunisti e le repressioni contro i comunisti; le "basi rosse" di Mao Tse-tung nelle campagne. Sono gli anni che preparano la nascita della Repubblica cinese dei soviet , la guerra civile, le "campagne d'annientamento", l'invasione giapponese del 1937. E tu, come vivevi quegli anni? Appartenevi a un mondo ovattato che, in forza dei trattati, godeva di privilegi, diritti e onori. Ti bastava? Un recente storico indiano, K.M. Panikkar ha scritto: Il modo in cui il sistema dei trattati servì a "incatenare il drago" e mascherò l'organizzazione sistematica e risoluta di uno sfruttamento imperialistico delle risorse cinesi; il modo in cui l'orgoglioso impero venne ridotto in uno stato di completa impotenza, mentre interi territori gli venivano strappati e le potenze si spartivano praticamente fra loro in "sfere di influenza" il suo vasto territorio: tutto ciò non ha altro esempio nella storia. Forse tuo malgrado e nonostante la scarsa influenza italiana in Cina, ti eri trovato a far parte delle grandi potenze imperialistiche. In una lezione tenuta nel 1924 Sun Yat-sen diceva: Le potenze usano l'imperialismo per portare avanti le loro mire economiche; la dominazione economica è più gravosa della dominazione e dell'oppressione politica. L'oppressione politica è patente e facile a riconoscere: la gente comune reagisce immediatamente all'oppressione politica, ma stenta a prendere coscienza dell'oppressione economica. [.....] A causa dell'asservimento economico della Cina, la nostra società non è libera di svilupparsi e la gente comune non ha i mezzi per vivere. Il controllo economico straniero è peggio di milioni di soldati pronti a ucciderci. Tu risponderai che eri un semplice funzionario di banca. Ma il fatto è che furono proprio le banche straniere a monopolizzare le finanze del paese, assumendo il pieno controllo dell' industria, delle miniere e dei trasporti cinesi. Ti ricordo, ancora una volta, le parole di Sun Yat-sen: Accanto alle emissioni delle banche straniere, ci sono i cambi di valuta imposti dalle banche. Nei porti noi cinesi dobbiamo affidare alle banche straniere anche il cambio della moneta e le banche straniere non soltanto ci addossano la "commissione" al tasso normale dell'1 per cento, ma giocano anche sul cambio della moneta cinese ai dollari addossandoci un ulteriore due, tre per cento, operano numerosi passaggi dalla moneta cinese al dollaro e viceversa, dalla moneta di piccolo taglio a quella di grosso taglio nel trasferimento interno del denaro e degli assegni da una banca all'altra. Queste operazioni facevano parte del tuo lavoro. O no? Anche tu, nel tuo piccolo, contribuivi a rendere efficiente il sistema di asservimento di un intero paese. Aspetto tue notizie. Nell'era delle comunicazioni lampo in diretta è stato bello poter andare controcorrente e comunicare in differita con il passato. Ciao Adriana (03.11.03)

torna a inizio pagina

Adriana Carissima
È proprio la distanza, sia temporale che spaziale, che mi permette di stare qui a parlare con Aldo, mio nipote, e di poter comunicare con te in differita con il passato. Sì, perché se tu mi avessi incontrato allora, io non avrei mai detto che ero un semplice funzionario di banca, e che non avevo responsabilità. Non avrei capito neanche lontanamente chi mi portava a riflettere, non perché non fossi un uomo mediamente intelligente, ma perché non esisteva lo spazio per far entrare riflessioni sul nostro (parlo di noi stranieri in Cina) essere lì, e sulla nostra funzione politica ed economica. Parlo di uno spazio mentale, fisico, emotivo, ma anche spirituale, parlo di uno spazio umano in movimento, come quello che spinge allo sviluppo e all’evoluzione la nostra specie. Noi vivevamo il nostro ruolo, non la nostra vita, e questo ci bastava per affrancarci, non eravamo esattamente delle persone, degli individui: coprivamo delle cariche. Certo, ero a Shanghai nel periodo in cui Zhou Enlai e Liu Shaoqi, animatori del movimento proletario , diedero filo da torcere al Signore della Guerra shanghaiese e alla lobby industriale e straniera.Ed ero lì quando, le forze proletarie, aderendo all’invito di Chiang Kaishek, indissero, il 21 marzo 1927, uno sciopero generale, attaccarono arsenali e armerie, consentirono all’Esercito nazionale rivoluzionario di entrare liberamente a Shanghai, ed ero lì quando Chiang, aderendo alle pressioni degli industriali , dei banchieri e degli stranieri, fece massacrare 5000 proletari comunisti da bande vestite con l’uniforme nazionalista. Fu proprio allora che mi persi, che non ebbi più la percezione dei miei confini, che non mi fu più possibile coprire un ruolo, lo spazio umano si propose violento e prepotente. Fu così che iniziai a fotografare, a filmare, mi sembrava che , partendo dalle immagini, da quelle immagini, poi un giorno, avrei potuto finalmente comprendere e ricomprendere la mia vita. Cominciai quindi a considerare la possibilità di partire, di mettermi in viaggio, non avevo altro modo per dare spazio allo spazio.L’incidente di Shanghai provocò in tutta la Cina e a Hong Kong violente reazioni delle forze proletarie: fu la Seconda Guerra Civile.(Rivoluzione contadina) Cosa feci? Partii. Non so cara Adriana, se ci sono delle risposte alle tue domande, ma so che ora, a distanza di tanto tempo, sento dentro di me l’emozione che provoca il ri - conoscersi, come se, finalmente, stessi mettendo in ordine le immagini che compongono la mia storia e di questo voglio ringraziare anche te. un caro saluto
Un viaggiatore del passato (08.11.03)

torna a inizio pagina

Caro viaggiatore del passato, parli della tua vita in viaggio e dici: "Il viaggio era la mia vita". Affascinante! Ma che tipo di viaggio era il tuo? Montaigne, nei suoi Saggi, scriveva: "A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco." E tu? Qualunque sia il motivo del viaggio, viaggiare significa andare alla scoperta della diversità, per acquistare una nuova percezione di noi stessi; significa andare verso l'ignoto, e l'ignoto è sempre traumatico. Tu stesso confessi: "Ho dovuto accostarmi al centro del mio essere, e questa non è un'esperienza senza dolore." Ai tuoi tempi non esisteva il turismo di massa e viaggiare - forse - aveva ancora un senso. Come nel lontano passato, quando ogni viaggio costituiva un'impresa, quasi un'avventura e i percorsi erano lunghi, difficili, pieni di rischi e di imprevisti. Oggi non è più così. Con il turismo di massa il viaggio è diventato uno spostamento da un aeroporto all'altro, da un albergo all'altro. L'impresa e l'avventura, gestite dalle agenzie turistiche, sono solo una questione di orari, coincidenze, tabelle di marcia, visite guidate. Il rischio e l'imprevisto possono consistere tutt'al più in uno sciopero improvviso, nello smarrimento dei bagagli, in un attacco di dissenteria (hai saputo dei poveri crocieristi "appestati"?). Oggi non esiste più una differenza apprezzabile fra il nostro mondo e ciò che una volta era misterioso: conosciamo già tutto, perché ce l'hanno già raccontato, con film, documentari, dépliants turistici, servizi giornalistici. Oggi che non esiste più l' "altrove" e il diverso è identico a noi, omologato da alberghi, ristoranti, centri commerciali...che senso ha per noi "viaggiare"? Forse un'alternativa è quella di viaggiare sognando il mondo, ripercorrendo gli itinerari del tempo attraverso le immagini del passato. Ecco, le tue splendide foto mi hanno consentito di viaggiare guardando dalla finestra, di spaziare al di là del mio mondo nell'unico modo che l'industria turistica non è ancora riuscita a contaminare. E di questo ti sono grata.
Ciao Adriana (10.11.03)

torna a inizio pagina

Caro viaggiatore del passato, dunque c'eri. Eri proprio lì, a Shangai, il giorno del massacro. "Fu proprio allora che non mi fu più possibile coprire un ruolo, lo spazio umano si propose violento e prepotente" C'è qualcosa di universale in un problema del genere, nel dramma che ha attraversato la tua esistenza. Tu facevi parte di quella che è stata definita la "generazione degli anni difficili". Che ne sapevate voi del mondo se scuola, stampa, radio, organizzazioni di massa vi avevano educato in modo che per voi non esistessero i problemi? Non eravate solo stupidi o ingenui: avete aderito a certe iniziative senza discuterle, solo perché non vi avevano fatto vedere reali prospettive di scelta fra posizioni diverse. E chi poteva aiutarvi a capire il vero senso delle cose, attraverso un dibattito libero, aperto, di fondo, cioè gli intellettuali e gli oppositori, dov'erano? Quelli che non erano stati messi a tacere, si erano lasciati assorbire dal sistema. Anche oggi chi dovrebbe informarci vien meno al suo compito: non vede, non sente, non parla. E chi parla viene messo a tacere, con mezzi più sofisticati, perché oggi viviamo nella "democrazia", e il carcere non è politicamente corretto. Neanche la censura. Sono altri i mezzi di dissuasione: risarcimenti miliardari, licenziamenti, ispezioni, inchieste, provvedimenti disciplinari, ingiurie....Chi non ha fegato si adegua e si lascia assorbire dal sistema. Come ai tuoi tempi. E noi? Siamo testimoni delle tragedie che sta vivendo il mondo, perché in qualche modo ne veniamo a conoscenza, ma preferiamo illuderci che, fintanto che funzionano le pompe di benzina e si illuminano le vetrine, tutto scorra normale. Come vedi non siamo molto diversi da voi, e anche per noi l'intelligenza delle cose è diventata una conquista personale. Le tecnologie più avanzate e il perfezionarsi dei mezzi di comunicazione di massa, anziché favorire la diffusione della cultura e dell'informazione, producono un livello più efficiente e sistematico della manipolazione delle coscienze. Le immagini sono delle sceneggiature con regia occulta, le notizie degli spot pubblicitari, le parole slogan martellanti sempre sullo stesso tasto. "Noi vivevamo il nostro ruolo, non la nostra vita, non eravamo delle persone, degli individui: coprivamo delle cariche." Credi che questo non capiti anche a noi? Anche noi sembriamo aver accettato il ruolo che ci è stato assegnato, di essere cioè semplici pedine di un gioco le cui regole non ci appartengono, e che ci ha fatto diventare, di volta in volta, utenti, clienti, destinatari di marketing, previsioni di voto, indici d'ascolto. Pochi riescono a mettersi in viaggio per riappropriarsi della propria vita. Eppure sono convinta che si possa andare contro corrente, magari usando gli stessi mezzi coi quali oggi si cerca di azzerare la nostra intelligenza. Non vedi che, ad esempio, noi siamo riusciti a comunicare anche andando a ritroso nel tempo?
Con simpatia
Adriana (27.11.03)

torna a inizio pagina