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Commentus
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I
commenti dei lettori, le loro critiche, i complimenti a volte
eccessivi, ma soprattutto le loro considerazioni, le loro
poesie, i loro racconti, i loro pensieri.
Ogni numero di Pensamentus ha provocato delle reazioni e molte
di queste reazioni sono entrate a far parte dei numeri successivi,
arricchendoli. In questa pagina si trovano gli ultimi Commentus ricevuti.
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specialmente se costruttive!
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Jean-Luc 29 Ott 06 | Bonjour ou bonsoir,
Je vous écris en français dans l'espoir de comprendre un jour le sarde.
Une amie de Turin m'a parlé de vous, je vous lis, je souris et me réjouis de voir la suite.
Un grazie per la vostra fantasia dalla Svizzera. | | pervinca 27 Ott 06 | da circa 1 anno vi seguo e non posso che complimentarmi, le riflessioni, i sorrisi, le ironie che suscitate sono davvero rari....come del resto il meraviglioso popolo sardo....ciao da una torinese che vive in liguria.... | | Beatrice 20 Ott 06 | "Fregola" non riconduce ad alcun particolare prurito sopito o ridestato in me, perché, pur apprezzando lo spirito semi goliardico delle simpatiche commentatrici e degli eclettici autori, sento assottigliarsi sempre più il già labile (ma pur inevitabile)legame ancestrale con le pulsioni primarie di cui all'home page.
Sarà la notte, o il profumo del mare...
Beatrice | | Antonello 15 Ott 06 | Come sempre eccezionale, complimentus. C'è da chiedersi dove trovate tanta creatività e tanta grande qualità. | | giuseppe 15 Ott 06 | non riesco a sentire la musica
Sistema operativo 10,4 mac os
datevi una mossa!!!!!
SAluti
grazie | | il fratello sano di Giuseppe 15 Ott 06 | Te lo avevo detto che dovevi andare alla AMPLIFON... | | daniela 12 Ott 06 | sissi, ti appoggio in pieno, ma come... avevamo già l'acquolina in bocca. speravamo di poter sopperire ad appettiti ormai divenuti cronici ed invece...ancora un profumo stuzzicante che non mantiene la sua promessa!
Speriamo di non morire di inedia nell'attesa... | | principessa Sissi 05 Ott 06 | siete dei bastardi!
non potete illudermi con un titolo appppetibile come "fregola" ........... e poi........ apro il file.......... ed é solo la pubblicità del prossimo numero!
ma siete matti?
mi volete far morire di curiosità?
vi odio
Sissi (principessa Sissi) | | daniela salaris 04 Lug 06 | Sono partita un giorno di fine ottobre di 3 anni fa lasciandomi alle spalle metà della mia famiglia di origine, una nipotina appena nata, un matrimonio fallito e una vita da disoccupata. Niente di nuovo, Ho preso la macchina, sacchi neri per avvolgere i vestiti, il mio compagno, un televisore, un video registratore e mi sono imbarcata su una nave.
- Fatma è partita un giorno di inizio ottobre, s’è lasciata alle spalle un bambino di tre anni, i genitori, un fratello sopravvissuto e una vita di guerra. Ha preso due coperte, una per sé e una per il marito, una busta con dentro i pochi soldi rimasti e, barcollando per il peso del bimbo nel suo ventre, si è imbarcata.
Sul traghetto della Moby Lines, quando sono partita, eravamo davvero pochi, quasi tutti i bar erano chiusi, ma la cabina era confortevole. Per trecento mila lire, già, la buona vecchia lira, abbiamo avuto una cabina con un letto a due piazze e il condizionatore rotto. Ad attenderci, un lavoro, persino stimolante, nel Continente.
- Sulla lancia dove si è imbarcata Fatma viaggiano in 46, per fortuna non c’è troppo vento ed il tempo è mite. Per l’equivalente di 2500 euro ha avuto diritto a salire sulla barca. La coperta sulla testa non la protegge dall’umidità di quel ponte fatiscente e deve tenersi aggrappata al bordo per non scivolare dal sedile di legno. All’arrivo, spera non ci sia nessuno ad attenderli.
Quando siamo sbarcati abbiamo dovuto fare ancora un centinaio di chilometri e poi ci ha accolto mia sorella, un posto nella sua casa per poter cercare con calma una sistemazione più opportuna. Pochi minuti di saluti e poi via, a vedere dove lavoreremo, a conoscere i nostri nuovi colleghi.
- Fatma sbarcherà in una spiaggia che spera deserta e dovrà percorrere almeno qualche centinaio di chilometri per far perdere le tracce. Inizierà quasi subito la ricerca di un posto dove dormire, un lavoro, forse da colf, se sarà fortunata; il marito sa fare il muratore e nei cantieri gli arabi sono i benvenuti, soprattutto se clandestini: poche pretese, molto lavoro. Hanno detto che al nord ci sono posti, tanti posti di lavoro e magari, un giorno, si potrà avere il permesso di soggiorno.
Dove il lavoro ci aspettava è andata male, la crisi, l’undici settembre, ancora niente di nuovo; abbiamo arrancato per un pò, poi di nuovo in viaggio. Ospiti in un’altra casa, ancora, però un lavoro, subito. La gente ci chiede, cordiale, da dove veniamo, perché siamo partiti, ma, nonostante le parole, la diffidenza la senti. Va bene, è un prezzo da pagare, come la nostalgia e la paura di non farcela.
- Guardando Fatma la gente non le chiederà da dove viene, si vedrà, e non chiederà perché è partita, nessuno vuole ascoltare storie di guerre, di assassinii, di pietre lanciate contro mitra sofisticati, bombe sugli autobus e missili sui villaggi, nessuno vuol sapere della scelta tra farsi esplodere e farsi sparare. La diffidenza prenderà il posto della cordialità.
- Se sarà fortunata.
- Se non lo sarà la spiaggia notturna sarà un’esplosione di luci e motori impazziti, fari sugli occhi e mani che ti tirano fuori dalla barca, che ti spingono verso un cellulare, che ti spalancano davanti i cancelli di un campo d’accoglienza che di questa ha soltanto il nome. Persone gentili porteranno forse qualche coperta, un po’ d’acqua, un po’ di cibo, e forse lei potrà riposare sul letto di un ospedale per merito di quel bimbo che non deve nascere tra quelle pietre, sotto quei missili.
Oggi, dopo tanti traslochi, lavori precari, qualche volta ancora in nero, qualche volta pagati pochissimo, torno a casa la sera, dal mio lavoro temporaneo al comune. Annaffio i fiori sul mio balcone, preparo la cena nella mia cucina e qualche volta compro un libro, lusso poco consono al mio tenore di vita ma al quale non so rinunciare, e non dimentico di ringraziare il caso che mi ha fatto nascere in Sardegna, Italia.
- Oggi, dopo diverse miglia in mare, al freddo, con la sete che morsica la lingua, il viso del figlio come una fotografia nella testa, dopo quasi una notte di viaggio, Fatma è una dei trentasei dispersi dell’ennesima bagnarola della speranza. E’ nata a Gaza, medioriente, è morta nel nostro mare. Il caso.
| | Giulio 19 Mag 06 | Che crudelta'!Ricordare ad un vecchiotto come me, che piange la Sardegna dei suoi vent'anni,le gite in 500 lungo la ss125 è una crudelta'.
E ancora prima le gite in lambretta di notte fino a Seui per capovolgere il manifesto "Martini" del bar..E il panino con "Mortadella da 60" di DomusdeMaria.. e quante piccole cose enormi nella memoria. E' crudelta' farmele ricordare. Ma nominare Alberto Rodriguez è farmi morire di nostalgie e malinconia, ormai. | | | |